giovedì 2 agosto 2007

VEDI NAPOLI E POI...POMPEI, CAPRI, SORRENTO AMALFI E SALERNO!

(Post ricopiato ed incollato dal precedente blog, ormai in disuso):

(Postato Lunedi lunedì 16 2007)

Prologo
Ormai è passato un mese, ma ho deciso lo stesso di scrivere del viaggio che avevo da tempo promesso a Mamiko. Purtroppo ho perso le foto di Napoli e di Pompei (Merda!) quindi per questo articolo userò le foto dei souvenir che ho comprato (ne compro sempre qualcuno dovunque vado. Così poi li guardo e ricordo)
Siccome il tragitto era lungo, abbiamo deciso di partire la sera precedente (29 marzo) dormendo nella cuccetta del treno, in modo da arrivare la mattina del venerdi. Pensavamo che in questo modo avremmo potuto goderci la giornata meglio ed infatti così è stato. Siamo partiti da Riccione alle 21:47. Abbiamo aspettato a Bologna per più di un'ora e finalmente verso l'una del mattino siamo saliti sul treno per Napoli, dove siamo arrivati più o meno alle otto del mattino. Prima di cominciare a scarpinare, siamo andati a fare il chek-in all'hotel che avevamo prenotato con http://www.venere.com/
Il viaggio comincia.
30 marzo 2007
Appena arrivati, Mamiko è rimasta sorpresa dal tipico modo di attraversare la strada della gente: non solo le macchine tiravano dritto, ma altrettanto facevano i pedoni, in una maniera che in altre città del mondo avrebbe provocato morti e feriti. Invece quà tutto scorreva liscio come l'olio. I pedoni attraversavano impeterriti, le macchine altrettanto e si riuscivano a schivare tutti.

Dopo il check in, siamo tornati alla stazione a comprare la CampaniaArteCard, una carta delle dimensioni e dello spessore di una carta di credito (con chip incorporato), la quale permette due ingressi gratuiti tra tutti i musei della lista allegata, sconti per gli ingressi restanti e possibilità di viaggiare gratis e senza limiti con tutti i mezzi pubblici (inclusa la metropolitana del mare). La carta che abbiamo comprato noi era da € 25, per la durata di tre giorni. Se qualcuno vuole andare a far il turista a Napoli, gliela consiglio caldamente.
La CampaniaArteCard
Quindi abbiamo pensato di far un giretto per vedere i luoghi tradizionali, cioè Castelnuovo (Maschio Angioino), Piazza del Plebiscito, Castel Dell'Ovo, la Galleria Umberto Primo. All'inizio si pensava di andarci in autobus, ma il problema era che dalla stazione alla destinazione ci sono ben tre cantieri della metropolitana aperti, e quindi il traffico era molto lento. Lento a tal punto che siamo scesi ed abbiamo continuato a piedi.
Il maschio angioino
Castelnuovo era come me lo ricordavo (C'ero già venuto una decina d'anni fa). Pensavamo di entraci, ma poi abbiamo deciso che sarebbe stato un peccato sprecare uno dei due ingressi gratuiti permessi dalla CampaniaArteCard e quindi l'abbiamo visto da fuori. La Galleria Umberto Primo è stata una piccola sorpresa: tale e quale alla galleria Vittorio Emanuele Secondo,quella vicino al duomo di Milano. Anzi, dirò di più: se Milano non avesse tutti quei turisti, sarebbe guasi impossibile distinguerle. Mi piange il cuore al pensiero che non ho più le foto scattate in quel posto.
Castel Dell'Ovo
Poi fu la volta di Castel Dell'Ovo. In questo l'ingresso è gratuito, quindi ci siamo entrati senza problemi (he, he, he!). C'era pure una scolaresca di studenti delle superiori, molto casinisti e poco interessati alle spiegazioni delle proff. A parte farmi venire in mente la prima volta che venni a Napoli (1986, 1987, non ricordo esattamente) con la scuola, mi dispiacque tanto per le proff che si sgolavano cercando di insegnare a studenti somarelli. Così è la vita...
La basilica di San Francesco di Paola, situata in Piazza del Plebiscito
Arrivata l'ora di mangiare (a raccontarla sembra facile, ma tra i monumenti le distanze non sono indifferenti e cammminare stanca...) ed essendo a Napoli, che si mangia? Ma la pizza, of course! E proprio vicino a Piazza del Plebisicito c'è il ristorante Brandi famoso in tutto il mondo per essere stato il ristorante dov'è nata la prima pizza napoletana, e scusate se è poco... Era veramente buona.
Poi si è fatto un giretto per Piazza del Plebiscito. Siamo entrati dentro la Basilica di San Francesco di Paola, che è uguale al Pantheon di Roma (all'interno).
Purtroppo (o per fortuna) Napoli è una grandissima città, ricca di arte, storia, cultura, tesori, un po' come Roma, Londra, Parigi ecc. E come Roma, Londra e Parigi, anche a Napoli non basterebbe un mese per vedere gli immensi tesori artistici che offre ai turisti. Noi avevamo solo tre giorni a disposizione e dovevamo pure andare ad Amalfi, quindi nel pomeriggio siamo andati a Pompei.
Souvenir di Pompei
Su Pompei è stato scritto e detto di tutto di più. In effetti è un must per i turisti. Un po' come andare a Pisa senza veder la Torre. Anche qua c'ero già stato due volte, ma questa volta sono riuscito in un'impresa unica: perdermi per le stradine! E' stato dopo esser andati a vedere la villa dei misteri (questa invece era la prima volta che la vedevo). Siamo andati a vedere la casa del fauno, quando è suonata la sirena: erano le 17:00 e chiudevano (una cosa l'ho imparata: la prossima volta che ci torno, dedico a Pompei un'intera giornata, non solo un pomeriggio). Volendo ancora vedere l'anfiteatro, abbiamo corso per le stradine.
Poi dovendo uscire, abbiamo optato per un'uscita vicina. Fu qui che il mio senso dell'orientamento fece TILT e ci perdemmo. Dopo un bel pò di girovagare, un guardiano ci indicò l'uscita. Però una cosa buona ci fu: girovagando abbiamo visto un affresco famoso: quello del gladiatore che si misura con la bilancia il peso del proprio pisello (di dimensioni elefantiache). Anche questo l'ho fotografato ed ancora mi automaledico per aver perso quelle foto. GRRRRR. Dopo aver trovato l'uscita (mi consolava vedere che non eravamo gli unici ad esserci persi), alle 18:00 siamo entrati nella stazione Pompei Scavi, della linea circumvesuviana.

La sera, con i piedi estremamente doloranti, abbiamo mangiato nel ristorante Da Michele famoso per una cosa: offre solo due varietà di pizze, la margherita e la marinara, di dimensioni normale o grande. solo questo. E per entrarci abbiamo aspettato in fila (col numerino come al suprmenrcato) per più di mezz'ora. Anche qua, pizza ottimissima. E che prezzi: 2 pizze e due bevande analcoliche per 12 euro (in totale!). In molti ristoranti riccionesi, con quel prezzo (6 euro a testa) la pizza te la fanno vedere e basta. Di sicuro una pizza così buona, la rimangerò solo quando ci tornerò, a Napoli (spero di non dover aspettare altri 10 anni). E come primo giorno nell'ex capitale del Regno delle Due Sicilie, direi che fecimo parecchio. Prima di andarci, sentivo dire in giro che a Napoli nessuno porta il casco quando va in motorino. Niente vero: ne ho visti parecchi col casco. certo, anche qualcuno senza, ma quel tipo di idioti vive dovunque, anche a Roma o a Milano.
31 marzo 2007
Oggi giornata di cultura: il Museo Archeologico Nazionale (secondo ingresso gratuito,grazie alla CampaniaArteCard-il primo fu Pompei), raggiunto tramite la linea due della metropolitana (che a dire il vero non è una metropoitana propiamente detta ma un passante ferroviario, usato dalle FFSS). Molti reperti di Pompei, non sono più a Pompei ma qua. Il fauno che si vede nella casa del fauno di Pompei, è una copia. L'originale è in una teca, proprio qua, insieme a moltissimi mosaici. Impressionante quello dedicato ad Alessandro Magno, composto da più di un milione di tasselli. Ma l'attrazzione migliore è il "Gabinetto segreto". All'epoca dei primi scavi, la mentalità era molto più moralista e bacchettona di oggi, quindi certi reperti venivano estratti e rinchiusi in questa stanza, il cui accesso era consentito solo a persone autorizzate, ed in ogni caso solo se studiosi e di una certa moralità. Oggi il divieto d'accesso vale solo per i minori di 14 anni. E non vi dico che reperti: mosaici, statue, dipinti su vasi, tutti erotici. C'erano certi piselli di dimensioni da porto d'armi. Scene d'accoppiamento degne del miglior fumetto porno e certi piselli di creta con dimensioni da idranti...
Souvenir di Capri
Secondo la tabella di marcia, dovavamo andare al porto. Per arrivarci abbiamo prima preso la nuova metropolitana e poi la funicolare. Devo dire che la metropolitana mi ha impressionato:spaziosa, pulitissima, modernissima. Mi dispiace per chi è di Roma o di Milano e legge quanto segue ma lo devo dire: è la migliore metropolitana italiana su cui io abbia mai viaggiato. Anche la funicolare era carina.
Da qua abbiamo preso la nave per Capri. Alla biglietteria abbiamo chiesto se la grotta azzurra era aperta e solo dietro risposta affermativa abbiamo comprato i biglietti. Una volta arrivati a Capri, sorpresa: il mare era mosso ed era chiusa! Merda & stramerda! Non vi dico i colpi che ho mandato a quello della biglietteria al porto di Napoli. Così, con la coda tra le gambe, abbiamo passeggiato per Anacapri, mangiando in un ristorantino. Dopo mangiato, altra passeggiatina e poi di nuovo in nave, stavolta per Sorrento. (la prossima volta, anche a costo di soggiornare nell'isola per un anno, la Grotta azzurra non me la perdo!). Consolazione: da Capri in poi le foto le ho salvate ( sono su http://fotoalbum.marcoferri.eu/)
Souvenir di Sorrento
A Sorrento non ci siamo fermati molto. Solo per una passeggiata dal porto alla stazione. Ragionando col senno di poi, era meglio andarci -alla stazione sorrentina- con l'autobus (sempre per il discorso dei piedi doloranti, aggiunto al fatto che la strada era in salita). Ho notato che la città è molto popolare tra i turisti americani. Merito della canzone "Torna a Surriento"? Alla stazione, abbiamo aspettato la corriera per Amalfi.
La strada per Amalfi è tortuosa. La costiera amalfitana è nella lista dei beni dell'Umanità dell'UNESCO ma dalla strada non ne si vede bene la bellezza. Inoltre, è tutta curve, salite e discese, sconsigliata per chi soffe di mal d'auto. Purtroppo non avevamo alternativa, dato che a quell'ora non c'erano più navi per Amalfi. La prossima volta comunque assolutamente opterò per la nave. Oltretutto in nave si accorcerebbe il viaggio di un'ora.
Arrivati ad Amalfi, dopo esser passati (ma non fermati) per Positano, siamo subito andati all'hotel. Mamiko non si sentiva bene (troppe curve durante il viaggio) ed è rimasta a letto. Io ho gironzolato un pò e poi a nanna anche io.
1 aprile 2007
Sveglia presto, colazione e poi in giro per Amalfi. La città in se stessa è piccola, stretta ma lunga. Parte dal mare e si estende in alto. Un tempo fu una fiorente repubblica marinara che s'arricchiva con il commercio. Famosa fu la carta amalfinatana (ancora oggi c'è un museo dedicato propro a questo prodotto tipico). Per un certo periodo il codice di navigazione amalfitano fu usato per risolvere le controversie internazionali dei paesi affacciati sul mediterraneo. E' chiaro che una città così legata al mare ed agli scambi internazionali, non potesse non subire influenze culturali da tutto il mondo allora conosciuto. Un primo esempio di quanto ho appena scritto, un esempio che balza subito all'occhio è proprio il duomo. Questo simbolo della città, famoso a livello mondiale, è un classico esempio di architettura arabo-buzantina, in una città cattolica. Le antiche vie, poi, con le case intonacate di bianco, ricordano molto le case dei paesi magrebini. A me poi ricordavano molto (quelle vie strette, quei vicoli in salita, quelle stradine che cominciavano come strade e poi proseguivano su scalinate sempre più strette) le strade di Ostuni, la città bianca in provincia di Brindisi -quindi dall'altro lato dello stivale- in cui sono stato l'anno scorso (ci sono le foto su http://fotoalbum.marcoferri.eu/ ). Oggi come oggi la città non vive più di scambi commerciali. Ci sono però molti turisti, quindi molti negozi di prodotti locali, souvenir, ristoranti, hotel ecc.
Souvenir di Amalfi
Siccome il primo aprile era domenica e nel duomo c'erano le messe, non ci siamo entrati. In compenso abbiamo fatto una visitina -a pagamento- al chiostro (il giardino del paradiso) al museo ed alla cripta del duomo, dove sono custodite le reliquie di Sant'Andrea. Poi ho dato un occhiata all'orologio e AAAARGH! dobbiamo correre a prender la nave! Non è che ce ne siano molte. Infatti se la perdiamo sono dolori. Una corsa esagerata fino al porto (menomale che è vicino) proprio in tempo per veder arrivare la nave da Capri, sulla quale dobbiamo salire per andare a Salerno.
Siamo quà ed andiamo là
Salerno mi è sembrata una città carina, ma d'altra parte è impossibile capire la realtà di una città solo da una visita di qualche ora. Di sicuro ora posso dire che esser arrivati via mare è stato meglio. Meno tempo impiegato e niente mal d'auto. Siamo approdati nella parte più a nord del porto, e ce la siamo fatta a piedi fino alla stazione. Siamo passati per il centro storico, abbiamo dato un'occhiata esterna al duomo, poi abbiamo camminato, camminato e camminato. Abbiamo pure visto i resti di un acquedotto medioevale. Poi la via principale, gremita di persone, come in ogni domenica che si rispetti. E alla fine la stazione. Ho cercato un souvenir di Salerno ma niente da fare.
Il viaggio del ritorno è filato liscio, con un cambio di treno a Roma.
Ripensandoci ora, dopo tanto tempo trascorso, dico che mi dispiace un casino aver perso le foto di Napoli e di Pompei (colpa della mia stupidità). Mi sarebbe poi piaciuto andare a Procida, paese natale di Franco, un mio amico dei tempi del Giappone (lui ancora ci vive), ma il tempo era troppo poco. La prossima volta mi piacerebbe star più tempo a Napoli e po visitare anche Ischia. Comunque un paio di lezioni per la prossima volta le ho imparate: un'intera giornata solo a Pompei, usar la nave per andare (tornare) ad Amalfi e star più attento alle foto.
A proposito delle foto, su http://fotoalbum.marcoferri.eu/ ci sono quelle a partire da Capri in poi.
Buona visione

1 commento:

Ciro ha detto...

Salve, ho visto le miniature del Maschio Angioino e del Castel dell'Ovo, è possibile sapere dove ha acquistato quei souvenir? Purtroppo li trovo simili ma non uguali a quelli che ha preso Lei.
Grazie mille.
Ciro.